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Tribunale per i minorenni di Lecce

Il Tribunale per i minorenni di Lecce

Orari: dal lunedì al venerdì: 9,00 - 13,00; 14,00 - 15,00

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Gli uffici giudiziari minorili della Corte di Appello di Lecce occupano dal 2009 il complesso conventuale denominato Villa Bobò.

L' edificio, sorto nella prima metà del 700 per ospitare la casa delle missioni appartenente all' ordine dei padri missionari di S. Vincenzo de Paoli, fu costruito in un' epoca in cui l'agguerrita politica anticlericale da parte del potere borbonico mirava a ridimensionare il potere della Chiesa. Il convento dei vincenziani rappresenta una delle ultime realizzazioni religiose del settecento a Lecce ed un prestigioso esempio di architettura religiosa barocca.

I Padri della missione, sia pure con qualche soluzione di continuità, occuparono il convento fino al 1866 ospitando, a partire dal 1850, un convitto maschile in cui gli allievi apprendevano lettere scienze e morale.

Negli anni successivi, come risulta da fonti archivistiche di fine 800, l'edificio fu stabilmente destinato a casa di reclusione fino a quando, nel 1997, non venne inaugurata la nuova casa circondariale di Lecce in Borgo S.Nicola.

In seguito intervenne su decisione dell'Agenzia del Demanio, il complesso fu consegnato al Ministero della Giustizia - Dipartimento della giustizia minorile, per destinarlo a sede degli uffici del Tribunale per i Minorenni e relativa Procura e dei Servizi sociali minorili ministeriali.

Una approfondita indagine storico-architettonica e lo studio delle esigenze funzionali della nuova destinazione hanno preceduto il progetto dell' intervento di ristrutturazione e restauro, effettuato dal Provveditorato alle opere pubbliche per la Puglia.

Prima di tale intervento il compendio architettonico era molto diverso sia da come appare oggi, sia dall' originario aspetto: in particolare numerosi corpi di fabbrica erano stati costruiti in aderenza al convento per ricavare nuovi ambienti per le maggiori esigenze di accoglienza del carcere. Tali pesanti trasformazioni e adattamenti avevano deturpato i prospetti e le linee architettoniche dell' immobile. Un alto e spesso muro di cinta impediva, inoltre, quasi completamente la visione del complesso dall' esterno, sottraendolo di fatto alla città di Lecce, alla quale è stato restituito nella sua bellezza e con una nuova funzione.

L' ampiezza degli spazi, la ritrovata luminosità dei corridoi, l' altezza delle volte suscitano in coloro che lavorano o che comunque hanno modo di sostare in questi ambienti pensieri di bellezza e di pace. E tanto valga ad alleviare la sofferenza della vicenda umana e giudiziaria di quanti attraversano queste aule di giustizia.

Un provvidenziale filo rosso sembra legare la nuova destinazione dell' edificio a quel Vincenzo De Paoli, fondatore dell' ordine, che dedicò la sua vita agli ultimi della società, ai poveri, ai malati, ai prigionieri, ed anche agli orfani e ai bambini abbandonati.

Verrebbe da pensare che, almeno simbolicamente, lo spirito delle origini ha trionfato: villa Bobò da luogo di esecuzione delle sanzioni e delle pene è ritornato ad essere luogo di accoglienza e di protezione, da luogo contro a luogo per.